WordCamp Verona 2019 e un pò di Gardaland

WordCamp Verona #WCVRN

Terzo WordCamp italiano; si lo so sono un pò niubbo al riguardo ma il WordCamp è sempre il WordCamp e quello a Verona è stato particolare.

Particolare perchè niente è andato storto. Hai presente quando fai un viaggio e devi metterci in conto che qualcosa non vada per il verso giusto?

Niente, tutto è andato liscio, sono stati 5 giorni di relax vero e proprio ed ho anche fatto una prima PR su WordPress, una cosa piccola 35385 ed ho pure fatto degli errori da niubbo ma va bene così.

A questo giro si è usato Docker ed è filato tutto liscio.

Installando Docker e WordPress per il Contributor Day

Usualmente si preferisce Very Vary Vagrant che è tipo Vagrant ottimizzato per WordPress però c’è sempre qualche problema a metterlo in funzione.

Al WordCamp Europe 2018 è stata un’esperienza tragica.

Onestamente preferisco Docker, almeno sul mac lo trovo parecchio performante e non ho mai avuto problemi di sorta.

Comunque, ciò che rende il contributor day a mio parere il giorno più bello del WordCamp è il fatto che si è tutti nella stessa stanza e parli con un sacco di persone e ti occupi di qualcosa.

A me piace fare ed a differenza del giorno dedicato ai talks il contributor day lo trovo più alla mia portata; sei li per essere parte attiva.

Ad ogni modo un ringraziamento è dovuto a @realloc e @andre_g che mi hanno supportato a finchè la PR andasse a buon fine.

Unit test per la Pull Request
Partecipanti al Contributor Day

Il Giorno dei Talks

Tra tutti i talks quello di @nando_p mi ha rapito particolarmente.
Sempre molto emotivo, istruttivo. È uno di quei talk che ti fa tornare a casa con la fotta di fare e di migliorarti.

Se vuoi andare ad un WordCamp ed in lista c’è Nando Pappalardo io direi di prendere i biglietti senza nemmeno starci a pensare.

Questo è quello che mi piace dei WordCamps, l’energia positiva, quella energia che ti carica e ti fa tornare a casa con la fotta di terminare quel progetto, di fixare quel bug a cui stavi pensando da giorni, che ti fa pensare “Posso farcela anche io, anche io voglio dare il massimo.”

Io passo un sacco di tempo in casa e questi eventi sono molto terapeutici.

Vogliamo parlare di terapie?

La mia dolce metà come sempre ha avuto il genio di trovare la chicca e siamo andati a Gardaland.

Con questo viaggio ho capito che i parchi divertimento non sono affatto quello che credi che siano, non sono dei parchi dove ti diverti.

Certo ci sono attrazioni leggere ma siamo onesti, tutti quanti andiamo in un parco divertimenti per quelle attrazioni pericolose.

Ebbene potevo mica rifiutarmi dopo che la mia amata consorte ha passato due interi giorni a seguire discorsi circa i principi SOLID della programmazione o concetti come TDD o peggio perchè è meglio usare gli spazi invece delle tabulazioni e perchè è meglio seguire lo standard PSR invece che altro?

Ovviamente no.

Avrei preferito qualche strano impedimento o un tempo poco favorevole invece il tempo è stato perfetto, l’autobus è stato super puntualissimo (cosa in cui non speri perchè qui dove abito io ti brucerebero per stregoneria se come conducente fossi in orario).

Quaranta minuti di autobus, conducente super gentile e preparato a livello informativo, arriviamo a Gardaland.

I roll coaster vanno fatti, è una questione spirituale non centra nulla il divertimento.

Sei lì che sali pian piano allo zenit della pista dopo aver passato 40 minuti in fila sentendo le grida di tutte le persone prima di te.

Sei passato dalla paura all’accettazione e poi all’ora del tuo turno, davanti quei sedili comprendi che è arrivata la tua ora.

Ebbene si, per me c’è poco da ridere o da stare allegri qui si gioca con la vita umana e non parliamo di sbucciarsi un ginocchio andando in skate, qui se una minima cosa non è progettata come si deve finisce male.
(Un approccio TDD qui aiuterebbe particolarmente :D)

Come sviluppatore software mi preoccupo che il tutto sia stato ben testato.

Una volta che sei lì sopra, esattamente poco prima della prima discesa, in quell’esatto momento in cui hai realizzato che, di scendere non se ne parla e che è inutile che chiedi aiuto perchè non c’è nessuno che può aiutarti e che l’unica cosa che puoi fare è accettare la situazione, beh, respiri poco forse nemmeno lo fai, non sei connesso a nessuna parte del tuo corpo, il carrello scende e ti risvegli soltanto alla fermata.

Giuro ogni volta che scendevo da un qualche roll coaster ridevo come uno scemo.

Il WordCamp

Il WordCamp non è solo discutere di WordPress, il WordCamp è anche un momento per conoscere un’altra città, altre persone, vedere come le cose sono differenti in altri posti.

Incontrare persone con cui si è collaborato e rifinire le amicizie.

Ogni WordCamp è diverso ed ognuno lo vive in modo diverso, ne trae
esperienze diverse e una cosa è certa, in un mondo fatto di lavoro da remoto dove passi la maggior parte del tempo con la solita routine per mesi
respirare quell’energia comune, un’aria diversa, il vedere un luogo diverso fa bene allo spirito e torni a casa diverso senza rendertene conto, aspetterai il giorno di poter riprendere l’aereo e partecipare ad un’altro WordCamp

Verona

Ho molto apprezzato Verona, la pulizia delle strade, il fatto che si vada in bicicletta o con il monopattino, che sia vivibile ed accogliente in termini di spazi.

Non abbiamo visitato molte cose, molto del tempo lo abbiamo passato in centro a mangiare la qualsiasi 😀

Mi ha particolarmente colpito come a Verona tengano molto ai locali, sono tutti puliti e molto scenografici.

Se vuoi mangiare una pizza diversa dal solito il consiglio è quello di provare la pizza di Saporé, davvero molto buona.

Speriamo di poterci tornare, magari per il prossimo WordCamp.

I nostri trolley da WordCamp 😀
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